Diagnosi DSA

Studio Dott.ssa Federica Ponti
Diagnosi DSA – Il percorso diagnostico

1. Incontro informativo
Circa 30 minuti (gratuito)
Un colloquio informale in cui l’utente viene messo a conoscenza delle metodiche utilizzate dai professionisti in studio: approcci teorici, test utilizzati, tipi di intervento, in funzione del problema presentato.

2. Colloquio anamnestico
Circa 30 minuti
È un momento conoscitivo volto a raccogliere informazioni rilevanti sulla storia clinica del paziente. Questa fase aiuta a identificare l’eventuale problema e fornisce un primo orientamento per impostare la fase di valutazione.

3. Valutazione e inquadramento diagnostico
Circa 6/8 ore (Con incontri da circa 2 ore)
Consiste in una serie di incontri che permettono la definizione del quadro clinico tramite l’utilizzo di test specifici e standardizzati. L’individuazione dei punti di forza e delle difficoltà permette la stesura di un profilo personalizzato utile, quando opportuno, all’impostazione di un programma di trattamento che tenga conto delle caratteristiche peculiari della persona.

4. Stesura della relazione
1 giorno
A conclusione del percorso diagnostico verrà redatta una relazione che sintetizzerà quanto emerso dalle precedenti fasi. Verranno inoltre riportate le proposte di intervento.

5. Colloquio di restituzione
Circa 1 ora
In un successivo incontro l’equipe provvede alla restituzione del caso illustrando la relazione finale, spiegando le conclusioni a cui si è pervenuti e le conseguenti proposte di intervento.

 

Perché una valutazione per DSA?

Il percorso diagnostico va inteso come il primo passo per aiutare una persona che manifesta difficoltà. Questo aiuto consiste nel cercare di capirne il profilo di funzionamento cognitivo e l’origine delle sue difficoltà.

Comprendere ciò implica necessariamente una lunga fase di diagnosi che comprende sia colloqui che valutazioni tramite test standardizzati per “quantificare” determinate capacità rispetto a quanto atteso in base a età e scolarità.

Benché la definizione di disturbo specifico dell’apprendimento implichi, da un punto di vista neuropsicologico, solo i concetti di intelligenza della norma e deficit negli apprendimenti, è scorretto limitarsi a una valutazione che stimi soltanto il quoziente intellettivo (Q.I.) e il livello degli apprendimenti scolastici perché le eventuali difficoltà di una persona non possono essere spiegate semplicemente da questi due parametri.

Per questa ragione la diagnosi comporta anche l’approfondimento di diverse altre aree (per esempio, le varie componenti delle funzioni esecutive, dell’attenzione, del linguaggio, della memoria…) e richiede quindi molto tempo e impegno, sia da parte degli operatori che da parte del paziente.

Comprendere consente di attivare tutta una serie di misure, quando necessario, per porre un primo rimedio a problemi che possono presentarsi in molti contesti come la scuola (in questo senso possono essere citati a titolo esemplificativo gli strumenti compensativi e le misure dispensative).

In alcuni casi può essere anche utile attivare una serie di interventi di potenziamento e abilitazione che, per essere pianificati adeguatamente, necessitano di una diagnosi accurata. In caso contrario si rischierebbe di intervenire in modo poco preciso portando quasi sempre a un spreco di risorse in attesa di riuscire a trovare il metodo più adeguato di aiutare la persona in difficoltà.

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